NORMOTECH
13/06/2016
06CAT
TESSILE - FIBRE, ABBIGLIAMENTO E PELLAMI
TEXTILE - FIBRES, CLOTHES AND HIDES
RAW MATERIALS, TEXTILE, CHEMICAL AND NATURAL FIBRES, AND HIDES
SEMI-FINISHED, YARN IN TEXTILE FIBRES, CHEMICAL AND NATURAL
NATURAL TEXTILES AND TANNING PRIMARY PRODUCTS  FOR CLOTHING
PRODOTTI CON MONOFIBRE NATURALI (TESSUTI NON TESSUTI) NATURAL MONOFIBRES PRODUCTS (NONWOVEN)
PRODOTTI CON TESSUTI FILATI DI FIBRE NATURALI PRODUCTS WITH NATURAL FIBRES YARNS FABRICS
PRODOTTI CON TESSUTI FILATI DI FIBRE CHIMICHE E MISTE NATURALI PRODUCTS WITH CHEMICAL AND NATURAL MIXED FIBRES YARNS FABRICS
PRODOTTI CON PELLI NATURALI E/O CON TELI SINTETICI PRODUCTS WITH NATURAL LEATHERS AND/OR SYNTHETIC SHEETS

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Diacetato

Il diacetato di cellulosa è una sostanza a base di anidride acetica e di cellulosa, si tratta la cellulosa con l'anidride acetica, è composto da 2 molecole di acetato su uno strato di cellulosa.
Nella catena macromolecolare della cellulosa i gruppi ossidrilici sono esterificati in due gruppi per un anello alifatico e tre gruppi per il seguente anello in ripetizione costante fino a completamento della catena.
Per questo la sostanza è chiamata anche acetato di cellulosa 2,5.
Il processo di acetilazione prevede infatti una acetilazione di tutti i gruppi ossidrilici presenti fino al raggiungimento di un prodotto che si chiama triacetato (utilizzato a sua volta come fibra o nei filtri di sigaretta e come supporto per pellicole fotografiche e cinematografiche) e quindi una saponificazione che elimina un gruppo acetilato ogni due gruppi alifatici ricostituendo il terminale -OH.
La cellulosa da acetilare veniva un tempo ottenuta da linters di cotone, ma ultimamente per gli usi meno pregiati si ricorre a polpa di legno.
La differenza sta nella lunghezza delle macromolecole, mediamente inferiore nei prodotti ottenuti da polpa di legno, e quindi di qualità leggermente più bassa.
Il migliore solvente dell'acetato è l'acetone, ma buoni solventi sono anche l'acetato di etile ed il metilcellosolve o miscele di essi.
È utilizzato come fibra sintetica per la produzione di fodere ed è anche soprannominato "seta artificiale" per l'aspetto lucido e sericeo.
A ragione della sua "mano" che la fa assomigliare assai poco ad un prodotto sintetico, la sostanza è utilizzata, con l'aggiunta di plastificanti e di stabilizzanti, per la produzione di semilavorati estrusi di vari colori e strutture usati per la fabbricazione di occhiali da vista e da sole, nonché di fogli trasparenti a basso spessore utilizzati per la produzione di maschere protettive o schermature per lampade e proiettori da teatro.
Altro uso è, sotto forma di film con spessore di pochi centesimi di millimetro, come terminale delle stringhe per scarpe.
Il diacetato (acetato di cellulosa) ha sostituito in questo impiego la nitrocellulosa (celluloide) altamente infiammabile se innescata da una fiamma o a causa della decomposizione dovuta al trascorrere del tempo.
Anche l'acetato, specie se esposto a forti fonti di calore, tende a decomporsi liberando acido acetico dal caratteristico odore.
Nella industria degli occhiali l'acetato è inizialmente servito a riprodurre alcuni prodotti naturali quali la tartaruga od il legno, finendo tuttavia per assumere strutture proprie non più imitanti i prodotti naturali precedentemente utilizzati.
Le maggiori aziende di questo settore, sia per quanto riguarda la fabbricazione dei semilavorati nonché per la produzione degli occhiali sono italiane anche se negli ultimi anni, a causa dei notevoli costi di mano d'opera, parte di queste attività si sono spostate in Cina.

Triacetato
Con triacetato (o anche con acetilcellulosa o semplicemente acetato), viene indicato il triacetato di cellulosa (CTA, dall'inglese Cellulose TriAcetate), cioè il materiale che ha sostituito, verso il 1940, la celluloide (o nitrato di cellulosa), che, a causa della sua estrema infiammabilità, si era rivelata troppo pericolosa come supporto per le pellicole foto-cinematografiche. Il triacetato nacque come evoluzione del diacetato di cellulosa, già usato come supporto per le pellicole amatoriali.
Il CTA, oltre alla non infiammabilità, presenta anche altre caratteristiche favorevoli per l'uso foto-cinematografico: ad esempio la sua alta stabilità dimensionale consente di fabbricare pellicole molto poco deformabili. A metà del Novecento questa fu una innovazione molto importante nella cinematografia; a riprova di questo fatto nel film Nuovo cinema Paradiso il proiezionista Alfredo (interpretato da Philippe Noiret) viene accecato dall'incendio della celluloide e rimane molto angosciato nel sapere della nuova pellicola di acetato già diffusa in altri paesi prima dell'incendio. Oggi il triacetato è usato sempre meno, essendo sostituito dal polietilene tereftalato (PET).
Il triacetato di cellulosa è anche usato nelle arti grafiche, nel disegno e per la fabbricazione di lucidi da proiezione per lavagne luminose. Il triacetato rappresenta una fibra di modesto interesse tessile. È significativo rilevare come la sua totale sostituzione dei gruppi ossidrilici della cellulosa con gruppi acetilici comporti sulla fibra un progressivo minor carattere "cellulosico" e un maggior carattere "sintetico" (riduzione delle caratteristiche idrofile, difficoltà di tintura, possibilità di termofissaggio). Il triacetato costituisce il prodotto intermedio del processo di produzione dell'acetato e viene precipitato dalla massa di reazione con diluizione in acqua, lavato ed essiccato. Il materiale viene disciolto in cloruro di metilene (p.e 42 °C) e la soluzione viene filata a secco con processo analogo a quello dell'acetato.
Nella legge sulla etichettatura tessile le fibre di triacetato sono così definite "Fibra di acetato di cellulosa di cui almeno il 92% dei gruppi ossidrilici è acetilato" ben distinte da acetato in cui i gruppi ossidrilici acetilati sono tra il 74% e il 92%. Come sigla ha TA.
Proprietà:
*Fibra molto elastica, si spiegazza difficilmente, morbida e duttile al tatto.
*Asciuga rapidamente, non si restringe durante il lavaggio.
*Non viene intaccata dalla tarme.
*Poco assorbente, si carica di energia elettrostatica, si può lavare solo a basse temperature.
*Molto resistente, ma non alla sfregatura.

Acrilico
Il termine acrilico è utilizzato nell'industria tessile per indicare le fibre sintetiche prodotte a partire da acrilonitrile ( è un derivato del petrolio), monomero che costituisce almeno l'85% delle unità ripetitive nella catena polimerica. L’increspatura conferisce alla fibra un aspetto pieno, simile alla lana. Tuttavia, non possiede gli stessi vantaggi di quest’ultima. Le fibre acriliche sono le più diffuse nelle mescolanze con le fibre naturali perché riducono l’infeltrimento, migliorano la morbidezza e facilitano la manutenzione. Ricordiamo fra queste fibre il dralon, il leacril e il velicren.
Per modacrilica (contrazione di "acrilica modificata") si intende una fibra formata da macromolecole lineari che presentano nella catena tra il 50% e l’85% in massa del motivo acrilonitrilico, mentre se supera l'85% diventa fibra acrilica. Ha come sigla di etichettatura MA.
Proprietà
*Morbida e duttile al tatto.
*Poco sensibile, non si restringe al lavaggio, asciuga in fretta, si spiegazza difficilmente.
*Non viene intaccata dalle tarme.
*Resiste allo strappo e alla sfregatura.
*Assorbe male l’umidità.
*Si carica di energia elettrostatica.
*Attenzione: infiammabile.

Alpaca
La fibra degli alpaca è apprezzata per le sue proprietà termiche, la sua leggerezza e tocco setoso. Non a caso, i tessuti realizzati con questa preziosa fibra naturale erano un tempo riservati per vestire gli imperatori INCA.
Il vello degli alpaca ha un'apparenza ondulata e crespa che favorisce il suo uso nella filatura e tessitura.
La fibra viene in 22 splendidi colori naturali, che vanno dal bianco, al crema, beige, marrone, grigio fino al nero.
Proprietà
I capi in lana di alpaca sono confortevoli e tengono caldo.

Angora
L'angora è un tipo di lana pregiata prodotta con il pelo del coniglio d'angora. Questo coniglio, di corporatura grossa, è di colore bianco e coperto da un pelo lungo e morbido.
La lana d'angora ha una mano gonfia, scivolosa, calda, soffice, ed ha aspetto lucente. Lo spessore della fibra va da 10 a 12 micron. Non avendo molta resistenza all'usura ed al lavaggio, viene usata per produrre filati solamente in mescola con lana fine, mohair, alpaca o seta. La mescola, oltre a dare corpo al filato, serve a mitigarne il costo comunque alto. Viene utilizzata per produrre capi pregiati, sia con la maglieria che con la tessitura, la grande morbidezza e delicatezza la rendono indicata per abbigliamento infantile e femminile, o biancheria intima calda.
Proprietà
* È particolarmente calda. Ideale per biancheria anti-reumatismi.
* Si infeltrisce facilmente e si sfilaccia. Le sue fibre tendono ad annodarsi.
* Si carica di energia elettrostatica.

Cammello
Tipo di fibra sottoposta al marchio IWS (pura lana vergine) ottenuto dal sottopelo o peluria sia del cammello che della pecora. E’ particolarmente caro.

Canapa
La fibra tessile di canapa viene ottenuta dal libro dei fusti di piante di Cannabis sativa.

Cashmere
Il cashmere (o kashmeer), è una pregiatissima fibra tessile formata con il pelo della capra hircus. La mano del cashmere è morbida, setosa e vellutata, dà una sensazione calda e soffice.

Clorofibra
Contiene cloruro di vinile e serve soprattutto per trattare indumenti per la pioggia. Osservazioni: la produzione di PVC (policloruro di vinile) è dannosa per l’ambiente. Evitare il contatto diretto con la pelle.
Proprietà
*Isola bene dal freddo, ma si carica di energia elettrostatica.
*Resistente all’acidità e alla liscivia.
*Non stirare con ferro troppo caldo, può restringersi a partire dai 60 gradi.
*Vedi anche "acrilica".
Attenzione: infiammabile. Il PVC non può essere lavato chimicamente.

Cotone
La fibra di cotone si ricava dalla bambagia che avvolge i semi delle piante del genere Gossypium.
Proprietà
* La fibra di cotone ha comportamento anelastico. La resistenza meccanica è influenzata dalla presenza dell'acqua: le fibre umide sono più tenaci di quelle secche.
* All'aria presenta buona stabilità,
* A contatto con la fiamma brucia molto facilmente lasciando della cenere bianca.
* Lascia sulla pelle una sensazione di freschezza
* È particolarmente assorbente, può immagazzinare molta umidità del corpo, ma non è adatto alle attività sportive prolungate che fanno sudare tanto (le fibre bagnate si gonfiano e si incollano alla pelle).
* È un materiale che non gratta e non irrita l’epidermide. Non si infeltrisce, non si carica di energia elettrostatica.
* È un buon conduttore del calore ma non isola dal freddo.
* Si sgualcisce facilmente e perde la forma. Per evitare questi difetti viene apprettato con resina sintetica o mischiato a fibre sintetiche, ma questi accorgimenti purtroppo riducono le buone proprietà del cotone.
* Non viene intaccato dalle tarme, si può lavare ad alta temperatura, è resistente e si può stirare col ferro caldo.
* Per evitare che si restringa viene sanforizzato (vedi anche "sanforizzazione").
* Può ammuffire, per questo bisogna evitare di riporlo umido negli armadi.

Curiosità
Il Giza 87 è un prezioso cotone egiziano, utilizzato per produrre tessuti per camiceria di alta gamma. Le sue fibre presentano caratteristiche straordinarie e uniche. La lunghezza della fibra e la sua uniformità sono notevoli (36 mm e 87,3%) con allungamento e resistenza elevatissimi pari a 43,9 g/tex. Il grado di brillantezza di Giza 87, pari a 74,8, è tra i più alti degli Extra Long Staple egiziani e garantisce una particolare luminosità al tessuto. I tessuti realizzati con il Giza 87 non degradano nel tempo. Dopo numerosi lavaggi la mano setosa non indurisce ma addirittura migliora, accrescendo la morbidezza e la sensazione di freschezza del capo e mantenendo la brillantezza originale.

Cupro
Cupro è il nome con cui è conosciuta la fibra di cellulosa rigenerata ottenuta mediante il procedimento cuprammoniacale.
Il procedimento, nato in Germania alla fine dell'Ottocento, ha avuto applicazioni industriali a partire dal 1911, ad opera della Bemberg e poi rilanciata in diversi paesi, Italia compresa, negli anni tra le due guerre.
Il processo prevede di partire dai linters di cotone, i corti filamenti vicino al seme che sono il sottoprodotto dell'industria cotoniera e che presenta una composizione chimica (cellulosa) simile a quella delle fibre di cotone. La cellulosa, particolarmente pura, viene disciolta in una soluzione cuproammoniacale (rame e ammoniaca) che poi viene estrusa nel filatoio in forma di filo o anche di fiocco. Il prodotto si presenta come il rayon, più simile alla seta sia come lucentezza, sia come mano tessile. Si possono avere fili multibava estremamente sottili, anche di danaratura di 1 dtx (decitex).
La produzione era originariamente molto inquinante, perché le acque di lavaggio contenevano elevate quantità della soluzione cuproammoniacale e soprattutto il rame ha effetti devastanti sull'ecosistema. Enormi progressi sono stati poi compiuti sotto questo aspetto. Il prodotto con il marchio Bemberg Cupro può essere commercializzato solo dall'omonima azienda, mentre un prodotto similare è prodotto anche da una azienda giapponese.

Ecopelle
L'ecopelle (o fintapelle o pelle sintetica) è un tessuto impregnato/spalmato con resine poliuretaniche che può avere un aspetto come la pelle naturale o del cuoio, un aspetto tecnico, una fantasia e si presta molto alle personalizzazioni. Non è realizzato con materiale animale. Per questo motivo il termine contiene la parola "eco", che richiama l'ecologia.
Esistono diverse tipologie di ecopelle, con finiture lisce o ruvide, con impresse venature o caratteristiche superficiali tipiche delle pelli conciate di vari animali. I colori vanno dall'imitazione del naturale, sia in tinta unita che con sfumature e macchie ad imitazione del vero, o in colori e disegni che seguono i dettami della moda.
Proprietà
*facile pulizia
*facile cucitura
*formato a rotolo
*idrorepellenza
*leggerezza
*traspirabilità
*resistenza all'usura

Elastan
L'elastan è una fibra mista prodotta sinteticamente e contiene almeno l’85% di poliuretano.
Proprietà
*Molto duraturo.
*Molto estensibile ed elastico. Soffice e duttile.
*Molto sensibile al calore.
*Vedi anche "fibre acriliche".
Attenzione: è infiammabile.

Gomma
La gomma (elastomero) è un materiale caratterizzato dalla possibilità di essere allungato notevolmente e poter poi tornare rapidamente alla lunghezza iniziale (elasticità). Talvolta il termine viene utilizzato per indicare lo pneumatico che invece è un suo prodotto.
La gomma deve le sue caratteristiche elastiche al fatto di essere composta da molecole di elevatissima lunghezza (peso molecolare di alcune decine di migliaia di unità di massa atomica), le quali a riposo sono ripiegate su loro stesse, e sono capaci di distendersi se sottoposte a trazione, per poi riprendere la configurazione originaria al cessare della sollecitazione. A differenza però dei polimeri termoplastici, le macromolecole che compongono la gomma hanno un certo grado di reticolazione, ovvero le macromolecole non hanno una struttura "filiforme", ma più "intrecciata" (come una rete), e questo permette alle macromolecole di ripristinare la configurazione antecedente alla sollecitazione.
Vi sono attualmente in commercio due tipi di gomme: quelle naturali e quelle sintetiche.
Le gomme naturali, secondo la normativa UNI 7703, si ottengono coagulando il lattice ricavato da alcune piante tropicali (in particolare Hevea brasiliensis) e raccolte tramite incisione del tronco della pianta. Hanno ottime caratteristiche meccaniche, ma scarsa resistenza agli agenti atmosferici, alla temperatura ed a molti composti chimici.
Le gomme sintetiche vengono prodotte a partire da semplici idrocarburi generando tramite polimerizzazione lattici artificiali successivamente coagulati, sono attualmente disponibili molti elastomeri artificiali, aventi caratteristiche meccaniche e di resistenza chimica assai diversificate.
Per la classificazione degli elastomeri si fa riferimento alla DIN/ISO 1629, la quale deriva dalla ASTM D 1418-79.
Tale norma suddivide le gomme sintetiche in 5 gruppi:
*gruppo M: polimeri che contengono catene polimeriche sature di polietilene. Fanno parte di questo *gruppo: EPDM, ACM, CSM, FEPM, FFPM, FPM
*gruppo O: polimeri che contengono atomi di ossigeno.Fanno parte di questo gruppo: CO, ECO;
*gruppo Q: polimeri che contengono atomi di ossigeno e silicio. Fanno parte di questo gruppo: FMQ, MQ, PMQ, PVMQ, VMQ;
*gruppo R: polimeri che contengono carbonio insaturo. Fanno parte di questo gruppo: BIIR, BR, IIR, CR, IIR, IR, NBR, SBR;
*gruppo U: polimeri che contengono carboni, ossigeno e azoto. Fanno parte di questo gruppo: AU, EU.
Approfondire: Wikipedia

Gore-Tex
Il Gore-Tex è un tessuto sintetico dalle alte capacità impermeabili e traspiranti.
Il Gore-Tex è composto da politetrafluoroetilene (PTFE) espanso termomeccanicamente. Il tessuto vero e proprio è poi costituito da dieci membrane di Gore-Tex ciascuna delle quali presenta circa 9 miliardi di microscopici fori per pollice quadrato. Ciascun foro è circa 20.000 volte più piccolo di una goccia d'acqua, ma permette il passaggio del vapore acqueo prodotto dalla sudorazione umana, rendendo il tessuto traspirante.

Kapok
Detto anche lana vegetale si ottiene dai frutti di alcune Bombacee, non è adatto ad essere filato ma viene usato come materiale di imbottitura.
Attenzione: essendo piuttosto costoso viene sostituito con un materiale sintetico che è in commercio col nome di capok.

Lana
La lana è una fibra calda al tatto e dotata di alta termocoibenza. Quest'ultima caratteristica determina che gli indumenti tessuti con la lana risultino più spessi con un conseguente trattenimento di una maggiore quantità di aria.
Il calore provoca sulla fibra della lana la degradazione. Una prima degradazione che si manifesta con un impercettibile ingiallimento può cominciare attorno ai 70 °C; a 130 °C inizia la vera e propria decomposizione; a 170 °C si ha uno sviluppo di ammoniaca. Tuttavia la lana può rimanere esposta per brevi tempi senza soffrire degradazione anche a una temperatura di 200 °C: questa proprietà viene sfruttata dalle industrie per l'operazione di termofissaggio. La lana è dotata anche di termoplasticità.
Proprietà:
* Gli indumenti di lana sono ideali per i giorni freddi. È la fibra naturale più leggera, ma tiene caldo. E’ termoisolante.
* Può assorbire fino al 33% del proprio peso di umidità. Ciò nonostante resta secca al tatto.
* Mantiene la forma ed è elastica (le fibre si rigenerano quando si arieggia il capo d’abbigliamento).
* Le spiegazzature si eliminano da sole quando il capo in lana è esposto all’aria umida (basta appenderlo fuori di notte).
* Nei capi in lana si possono fissare durevolmente le pieghe stirandoli umidi a circa 70 gradi.
* Non si sporca facilmente. Gli odori sgradevoli scompaiono arieggiandola.
* Difficilmente infiammabile, le fibre non fondono.
* Lavare a mano. La lana può essere lavata in macchina solo se c’è un’indicazione in questo senso (vedi "resistente al lavaggio"). Mai sfregare o strizzare energicamente.
* Riporre i capi in lana solo se sono puliti per evitare che vengano intaccati dalle tarme.
* Tende a ingiallire se conservata in modo non corretto.
Il tessuto di lana non solo isola dal freddo ma anche dal caldo; alcune popolazioni africane la usano di giorno per ripararsi dal caldo e la sera dal freddo.
Tipi di lana:
* Merinos
* Shetland
* Bluefaiced Leicester
* Corriedale
* Incrociate
* Agnello
* Inglesi
* Asiatiche
* Mazamet
* Rigenerate

Lino
Composto per il 70% di cellulosa, non provoca allergie, assorbe l'umidità e lascia traspirare la pelle: pertanto è indicato per la confezione di capi estivi, lenzuola, tovaglie, asciugamani e fazzoletti. Molto resistente, soprattutto se bagnato, può essere lavato moltissime volte senza alterarsi, anzi diventa sempre più morbido, cosa importantissima per i capi di abbigliamento e di uso quotidiano che richiedono lavaggi frequenti. Ha bassissima elasticità, pertanto i tessuti in lino non si deformano. Non è peloso per cu,i, se è usato come canovaccio in cucina, non lascia peli su piatti e bicchieri.
Proprietà
* È la fibra naturale più resistente alla tensione e allo strappo (in particolare anche quando è bagnata) ma non è molto flessibile.
* Per la grande conducibilità del calore dà una sensazione di freschezza, ideale per le giornate calde.
* Il lino non gratta e non si sfilaccia.
* Può assorbire fino al 17% del proprio peso in umidità.
* Lavabile a 95 gradi, ma non va candeggiato perché ingiallisce. Tende a deformarsi, cosa che viene evitata con trattamenti meccanici.
* È sensibile alle sfregature. Nei punti dove si irruvidisce è più chiaro. Non si devono togliere le macchie sfregando perché può scolorire, inconveniente che non si verifica se il lino è tinto "in filo".
* Si sgualcisce e va stirato.
* L’appretto con resine sintetiche lo rende più facile da trattare.


Lyocell
Con il nome lyocell (o tencel) si intende una fibra prodotta dalla cellulosa frantumata disciolta in NMMO-monoidrato (N-metilmorfolina-N-Ossido-monoidrato); il prodotto risultante è di consistenza simile al miele, ma si indurisce quando oltrepassa la filiera. Esso non è, come molti pensano, un sottogruppo delle fibre di viscosa, bensì delle fibre di rayon.
Le caratteristiche principali sono l'ottima resistenza, la buona traspirabilità e l'assorbimento dell'umidità. Il tessuto di lyocell è resistente fino a 40 °C senza nessun problema; se esso si lava a 60 °C, tuttavia, si nota un restringimento del 5% circa.
Il processo di produzione è poco inquinante: anche i solventi utilizzati sono atossici, oltre ad essere completamente riciclabili. Tuttavia, sebbene il lyocell sia biodegradabile, se posto in una discarica non si decompone completamente. In ogni caso, da appositi studi, risulta che esso riesca a decomporsi in soli 8 giorni in determinati ambienti.

Microfibra
Termine che indica filati dal diametro di pochi micron ottenuti da poliammidi o poliesteri. Sono morbide, leggerissime idrorepellenti, non trattengono l’umidità e permettono la traspirazione. L’alcantara, il tactel e il pile sono microfibre.

Modal
Modal è una fibra prodotta a partire dagli anni sessanta dalla polpa di legno degli alberi; essa è sostanzialmente una varietà del rayon, una fibra rigenerata dalla cellulosa.
I tessuti fatti di modal non si sfibrano; rispetto al cotone, essi si restringono e scoloriscono più difficilmente. Sono lisci, soffici e, se lavati in acque dure, non trattengono i minerali come il calcare sulla superficie trattata. I tessuti in modal sono stirabili dopo il lavaggio come il cotone puro. La fibra di modal è circa il 50% più igroscopica, per unità di volume rispetto al cotone perciò ha un largo impiego domestico per gli indumenti e i tessuti per il bagno e per la casa.
Il modal viene spesso aggiunto al cotone per migliorarne le qualità.

Mohair
Il Mohair è una fibra tessile animale con caratteristiche simili alla seta, ricavato dal pelo della capra d'Angora.
La fibra di Mohair, a causa della sua lucentezza e lunghezza, viene particolarmente usata nella produzione di filati pettinati pregiati in puro mohair o principalmente mischiati con la lana. La notevole lunghezza della fibra di Mohair e la sua particolare morbidezza, ne consentono l'uso anche per filati ad effetto garzato. Il vello, lungo e morbido, viene rasato senza ferire l'animale e viene filato in modo diverso a seconda dell'età dell'animale da cui è tratto, poiché con l'invecchiamento ne cambiano le caratteristiche.
Il diametro della fibra di mohair varia tra 24 e 60 micron, a seconda dell'età dell'animale da cui è tratto. La lana di animali giovani è usata per i prodotti di qualità maggiore (abbigliamento e parrucche), mentre quella degli animali più anziani, più spessa e resistente, viene usata per i tappeti e per i tessuti resistenti.
Il filato di mohair è uno dei tipi di filato più antichi, e unisce caratteristiche di resistenza e durevolezza ad un pregevole effetto lucido. Per le sue particolari proprietà riflessive, la fibra di mohair viene spesso mescolata ad altre fibre meno pregiate per migliorare la qualità del prodotto finito.
Un altro fattore che rende il mohair pregiato è l'attitudine ad essere tinto: la coloritura risulta uniforme e resistente, ben radicata nella fibra. Normalmente l'utilizzo dei filati di puro mohair o misti lana mohair è principalmente per la creazione di tessuti di abbigliamento da uomo-drapperia.
Proprietà
* Molto robusta e elastica. Infeltrisce difficilmente.
* Immagazzina molta aria e per questo tiene caldo.
* Lavare a mano delicatamente.


Neoprene (Sub)
Caratteristiche
Ottime proprietà meccaniche, ottima resistenza all'abrasione, alla lacerazione e alla fatica. Ottima resistenza alle radiazioni UV, all'ozono, all'ossigeno, agli agenti atmosferici, all'invecchiamento a caldo (ma indurisce per riscaldamenti prolungati in presenza di ossigeno). Ottima resistenza all'acqua di mare, a sali, basi e acidi diluiti. Buona resistenza alla fiamma con proprietà autoestinguenti. Discrete o scarse proprietà dielettriche, discreta resistenza alle basse temperature, elevata impermeabilità a molti gas.
Discreta resistenza agli olii minerali, siliconici, animali e vegetali, agli idrocarburi alifatici e fluidi per la refrigerazione.
Non compatibile con acidi concentrati, idrocarburi aromatici e clorurati, solventi polari, chetoni, esteri ed eteri, fenoli, liquidi del gruppo HDF. Non è possibile produrre articoli atossici.
Durezza 20÷90 Sh. Temperatura di lavoro -20 +100 °C (con punte di 120°C). Temperatura di transizione vetrosa -50 °C.
Curiosità
Il policloroprene di solito è commercializzato con il nome commerciale di Neoprene ed è stato il primo elastomero di sintesi ad avere un successo commerciale. E' stato scoperto da Arnold Collins mentre lavorava con Wallace Carrothers (inventore del Nylon).
Il cloroprene ha la tendenza nel tempo ad indurirsi (in particolar modo alla basse temperature), questo perché si formano cristalli nelle sue macromolecole.
Le qualità intrinseche del neoprene sono diversissime da materiale a materiale e ogni azienda affronta la concorrenza con decine di soluzioni per tutte le esigenze specifiche; sovente il prezzo del prodotto finale, in base al foglio impiegato, può differenziarsi di tantissimo rispetto ad un analogo sfidante, così come la bontà conclusiva della nostra muta.
Approfondire
Nylon
Proprietà
*Se di colore bianco, ingiallisce facilmente. Perciò bisogna lavarla con detersivi che contengono sbiancanti ottici (inquinanti!).
*Molto elastica.
Attenzione: è infiammabile.

Poliestere
Il poliestere : è un derivato del petrolio. La scoperta di questa fibra ha reso possibile la produzione di tessuti di facile manutenzione dotati di una specie di "memoria" in grado di far riprendere la forma originaria. Ricordiamo gli abiti "lava e indossa", i tessuti che non necessitano stiratura e il terital.
Proprietà
*Resiste alla luce e non si decompone.
*Dà una sensazione spiacevole se indossato a diretto contatto con la pelle: assorbe male l’umidità. Si incolla alla pelle.
*Attira le particelle di polvere.
Attenzione: infiammabile.

Polipropilenica
Fibra prodotta a partire da un derivato del petrolio. Serve soprattutto per la produzione di maglieria intima sportiva. Poiché la sua produzione è conveniente, si aggiungono fibre polipropileniche ad altri materiali per abbassare il prezzo del prodotto finito. Rispetto alle altre fibre chimiche è leggerissima, è insensibile all’acqua e pur non assorbendo umidità non si carica di elettricità elettrostatica. Resiste all’abrasione, trattiene il calore e non diffonde i rumori. Serve per: pannolini, pavimentazione di piscine e campi da tennis, maglieria sportiva.
Proprietà
*Fibra molto leggera, ma ciò nonostante tiene caldo. Lanosa al tatto.
*Assorbe poca umidità e la conduce verso l’esterno.
*Resistente allo strappo e allo strofinamento.

Rayon
Il Rayon è una fibra trasparente che si ottiene dalla cellulosa.
Le fibre di cellulosa del legno o del cotone vengono sciolte con soda caustica che reagisce con il solfuro di carbonio dando un composto solubile in acqua che è una soluzione colloidale, chiamata viscosa, che fatta passare attraverso piccoli ugelli in un bagno di acido si riconverte a cellulosa. Lo stesso processo utilizzando sottili fessure al posto degli ugelli, fornisce il cellophane.
Il rayon fu inizialmente chiamato "seta artificiale" o "seta del legno" e il nome rayon fu usato per la prima volta nel 1924.
Al contrario del nylon, il rayon assorbe l'acqua, rendendo i tessuti ottenuti molto più confortevoli per essere indossati.
Oltre il rayon viscosa esistono altre varianti di rayon, come il rayon alla nitrocellulosa (sviluppato nel 1891 ma messo fuori produzione a causa della sua alta infiammabilità), il rayon cuproammoniacale (sviluppato nel 1890 e con applicazioni industriali dal 1911 e che assomiglia moltissimo alla seta). Esiste anche un processo all'acido acetico che dà luogo agli acetati tessili e al triacetato di cellulosa, molto usato, per molti anni, nelle pellicole cinematografiche.

Seta
si ottiene dalla bava del baco da seta. La pura seta è la fibra naturale più confortevole.
Denominazioni: mentre la "pura seta" è ottenuta solo dalla parte centrale del bozzolo, la "seta" - generalmente più a buon mercato - è prodotta usando gli strati più esterni ed interni del bozzolo. Dai residui si ottiene la cosiddetta seta "bourette", riconoscibile per la sua struttura nodosa. La seta "tussah" è ottenuta da bozzoli selvatici e ha un filo più grosso e irregolare.
Osservazioni: gli alberi di gelso, delle cui foglie si nutrono i bruchi, sono trattati con pesticidi. I procedimenti di lavorazione inquinano le acque. I prodotti chimici usati nelle filande di seta sono dannosi anche per le operaie che vi lavorano.
Suggerimento: acquistate seta con un marchio ecologico riconosciuto (vedi "marchi ecologici e del commercio equo").
Proprietà
* Nonostante la sua leggerezza, la seta dà una piacevole sensazione di calore.
* Ha una buona compensazione termica.
* Tessuto elastico, compatto e leggero.
* Ha buone qualità assorbenti (fino al 30 % del proprio peso). Non dà la sensazione di essere umida. E’ sensibile alle macchie di sudore. Attenzione in caso di smacchiatura.
* Non viene intaccata dalle tarme.
* Lavare a mano o chimicamente. Non strofinare né sfregare.
* La seta tende a sgualcirsi e va stirata (attenzione alla temperatura del ferro da stiro).

Viscosa
Viene generalmente associata alle fibre naturali, ma è una fibra artificiale cellulosica. La viscosa si distingue dal rayon per la lavorazione.
Proprietà
*Materiale soffice e scorrevole.
*A seconda del tipo di filatura, al tatto dà una sensazione simile alla seta, alla lana o al cotone.
*Assorbe bene il sudore, ma non lascia più passare l’aria se le fibre si gonfiano.
*Non viene intaccata dalle tarme.
*Spesso sull’etichetta figura che non si può lavarla perché si restringe. Le macchie di sudore resistono al lavaggio chimico!
*Lavandola chimicamente c’è il rischio che si formino rigonfiamenti, si deforma abbastanza facilmente.
*Si sgualcisce molto facilmente. Tuttavia, se è mischiata a fibre sintetiche si può stirare solo a bassa temperatura.
*Non è molto resistente allo strappo. Se lavabile usare il programma per capi delicati (per evitare che si restringa), meglio non passare nella centrifuga (attenzione ai simboli sull’etichetta che spiegano come averne cura).
*Attenzione: le cuciture si strappano facilmente. Rinunciare all’ammorbidente. Facilmente infiammabile.